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Fumo e non fumo 6 Giugno 2013 , Scritto da Enrica Bonaccorti

Salve a tutti

mi piaceva iniziare questo blog con una riflessione intima sul fumo e sua Nebula. condivido  questa lettera aperta di una fumatrice  che intelligentemente scruta dalle pagine del suo blog, che io estendo qui insieme a voi.

Il blog di Enrica Bonaccorti

Fumo e non fumo

6 Giugno 2013 , Scritto da enrica bonaccorti

Fumo da oltre quarant’anni. Ho bruciato una montagna di tabacco, per i primi dieci anni rigorosamente nero e senza filtro, oltre a colla, carta e chissà cos’altro che ha sicuramente cambiato colore ai miei polmoni. Ho bruciato anche una montagna di soldi che avrei potuto spendere meglio. Con le sigarette ho bruciato anche il tempo, tutto il tempo passato a cercarle, accenderle, spegnerle, pulirne le tracce, pensarle.. Insomma un bel falò dei più grandi tesori: salute, tempo e soldi. Così mi descrive lucidamente la situazione il mio emisfero di sinistra. Ma in altri anfratti neuronali le sinapsi danzano e intrecciano operazioni mentali più complesse che rispondono a stimoli non solo di tipo chimico. Per esempio la compagnia del gesto, le mani che scelgono, stringono, gettano, i milioni di baci di carta per succhiare quel sapore d’aria solo tua, come fosse il latte di un tempo. E ancora l’abitudine al rito, al gusto, alla ripetizione, all’illusione cristallizzata di quella sensazione lontana delle prime volte, quando a ogni boccata una vocina dentro ti sussurrava: “Io sono grande, forte, indipendente, fumo come gli adulti, come i dannati del cinema, come le dive …” Tutto questo non si dissolve per un divieto, lo dovremmo sapere bene alla luce della storia che ci ha sempre mostrato il fallimento dei vari proibizionismi. Quello che forse aiuterebbe noi fumatori sarebbe piuttosto la grazia. Non solo quella divina (un bel miracolo e da domani fumare mi fa schifo.. magari!) piuttosto la grazia degli uomini, fra gli uomini, in cui si può sperare solo se chi ci governa riesce a organizzare un passaggio morbido dalla pirateria selvaggia in cui abbiamo vissuto tutti finora (e di cui hanno sofferto soprattutto i non-fumatori) a un territorio misto, in cui dividersi gli spazi con civiltà, e senza occhiate torve di giudizio da una parte né prevaricazioni prepotenti dall’altra.

 

Ma se da un lato lo Stato ricava da chi compra sigarette una sostanziosa percentuale, dall’altra sarebbe logico e giusto che garantisse alle stesse persone la possibilità di godere di questo acquisto, e non come ‘carbonari’ o bambini cattivi. Gli spazi pubblici sono a disposizione di tutti i cittadini, credo, fumatori e non. Certo, non è mai facile organizzare e pianificare, meno che mai in Italia, ma quello che serve, a chi fuma e a chi non fuma, è Informazione e Organizzazione, non Terrorismo e Divieti. Senza dimenticare la grazia…

 

PS. Sulla sigaretta finta non mi esprimo, non mi sento sufficientemente informata sulla sua nocività o meno. Certo che se non contiene nicotina, mi pare curioso vietarla. Non è che dà fastidio persino vedere chi fa finta di godersi una finta sigaretta? E se non è il tabacco che brucia a provocare quella nuvoletta, non si potrebbero usare sostanze così sane da far diventare quell’aggeggio una sorta di aerosol portatile? Ripeto, non so come funzioni e vado di fantasia, ma torno alla realtà con un aneddoto: io non bevo alcol, da anni l’unica bevanda con cui accompagno i miei pranzi, a parte l’acqua, è la birra analcolica, che ormai tutte le grandi marche italiane e internazionali hanno in produzione. La trovavo al bar della Rai e quando pranzavo lì la prendevo. Ma un giorno mi dicono che non possono più venderla, una circolare aveva notificato il divieto di alcol. È stato inutile dire e ripetere che quella birra non ne conteneva, e pur essendocene alcune confezioni a vista, ho potuto bere solo acqua perché ‘A noi c’hanno detto anche la birra’. Ma se si chiama ‘birra analcolica’.. se si chiama ‘sigaretta elettronica’.. dov’è l’alcol, dov’è la nicotina’? Sempre pronta a cambiare idea, ma aiutatemi a capire.